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Le Chiese



Chiesa Madre


Chiesa Madre

Riportata nella relazione della visita pastorale (1678) del Arcivescovo di Manfredonia, Cardinale Orsini (in seguito papa Benedetto XIII), la chiesa e dedicata alla Beatissima Vergine Assunta.  Costruita accanto al castello, questa e la chiesa parrocchiale più antica di Vico ed incorona la collinetta ai cui fianchi si stringono le case della Civita e del Casale.


La semplice facciata dell'edificio presenta un timpano triangolare, una torre campanaria quadrangolare, un portale in pietra viva ingentilita da motivi vegetali e un iscrizione con la data del 1675.  Una cupola sagoma il vertice dell'impianto a fuso d'acropoli della cittadina.  A tre navate, la chiesa è provvista di undici altari e custodisce le statue della Madonna del Rifugio e di San Valentino, i santi Patroni di Vico.



Chiesa dei Santissimi Apostoli Pietro e Paolo


Situata in Piazza San Domenico, una volta la piazza più importante del paese, la chiesa era annessa al convento dei Padri Predicatori Domenicani.  Il luminoso tempio, a navata centrale con copertura a botte e con due navatelle laterali e sette cappelle, custodisace la statua di San Rocco la cui amatissima festa cade il 16 agosto.  La luminosa chiesa presenta una navata centrale con volta a botte, due navate laterali, sette cappelle e custodisce la statua di San Rocco la cui festa è il 16 agosto.  Soppresso nel settembre 1809 e per metà passato allo Stato italiano, il convento è oggi sede del Municipio.



Chiesa del Purgatorio


La chiesa di Santa Maria del Suffragio, detta del Purgatorio, sorge nel Borgo Nuovo a Fuoriporta ed e sede della Confraternita della Morte ed Orazione.  Sembra che una reliquia custodita nella chiesa sia un frammento della Santa Croce.


In questa chiesa che fu stabilita, nel 1759, l'Accademia  degli Eccitati Viciensi ed e qui che ebbe sepoltura Mons.    Domenico Arcaroli, accademico, ultimo vescovo di Vieste ed uno dei più insigni Eccitati.  Sacerdoti, padri cappuccini, medici e fisici, tutti con l'obiettivo comune di "eccitare" le giovani menti e favorire il loro miglioramento attraverso il confronto filosofico, religioso, scientifico, sociale ed economico.  L'intelligénzia di Vico pensava che trascinandoli dal sonno dell’incultura l'accademia avrebbe creato una classe di leader capaci di affrontare e adattarsi ai tempi in continuo cambiamento, credono fermamente che l'acquisizione della sapienza attraverso lo studio fosse l’unico elemento di incivilimento umano per contrastare i nuovi barbari.



Chiesa della Misercordia


"Discosto quasi un tiro di schioppo dal convento di S.    Domenico, trovasi a fronte di strada pubblica una cappella isolata sotto il titolo della Misericordia", così è descritta la chiesetta nella Rapporto di Valutazione del 1726 del feudo di Vico.  In documenti della metà dell'Ottocento sono riportate le dimensioni: lunga palmi 20, larga e alta palmi 18. Già restaurato nel 1626, tra i successivi lavori di miglioramento l'aggiunta di un organo nel 1861 e, nel 1902, un ampliamento con una sopraelevazione della facciata, coronata da un elegante timpano triangolare.  La chiesa ha un unico altare dedicato a Santa Maria Misericordiarum seu ad Nives e custodisce una sua preziosa statua lignea. Questa graziosa chiesetta ospita la Confraternita di San Pietro.



Chiesa Madonna del Carmine


Sede della Confraternita dei Carmelitani Scalzi la chiesa è riportata nel Rapporto di Valutazione del 1726 del feudo di Vico: "una grancia posta sulla sommità di un dolce colle costituito da una chiesetta".  Un tempo convento carmelitano, soppresso già nella prima metà del seicento, del complesso rimane solo una chiesetta a navata unica con volta a botte e un vano attiguo asimmetrico dove sono esposte le statue dei Misteri (portate in processione il Venerdì Santo).


Nel corso dei secoli furono effettuati numerosi interventi di restauro, al punto da non permettere una identificazione sicura del nucleo originario del convento: la sacrestia è forse ricavata da un segmento del chiostro.   Original invece la facciata che ingloba la torre companaria e portale in pietra con bassorilievo di tre monti sormontati dalla croce.



Chiesa di San Giuseppe


Chiesa di grande fascino situata nel quartiere Terra o Borgo Vecchio, presenta un imponente portale neoclassico, un'unica navata laterale separata dalla navata centrale da archi colonnati e bellissime vetrate colorate.  La chiesa custodisce una statua lignea di Gesù Cristo defunto disteso che ogni Venerdì Santo viene portata in giro per il paese in una suggestiva processione.  Si fa riferimento al simulacro nel Rapporto di Valutazione del 1726 del feudo di Vico.


La chiesa custodisce una statua lignea di Gesù Cristo defunto disteso che ogni Venerdì Santo viene portata in giro per il paese in una suggestiva processione.  La statua realistica è citata nel Rapporto di Valutazione del 1726 del feudo di Vico.  La chiesa è sede della Confraternita dei Cinturati di Sant'Agostino e S Monica.  Un storica confraternita che ha recentemente finanziato necessari lavori di restauro nel corso dei quali è venuta in luce un'antica sepoltura; forse la tomba di un eremita che aveva cura del luogo e degli arredi sacri.



Chiesa di San Nicola


La chiesa, nota come "cappella di San Nicola di Mira", esisteva gia nel 1676, come riporta la relazione della visita pastorale (1678) del Arcivescovo di Manfredonia, Cardinale Orsini (in seguito papa Benedetto XIII).  All'epoca la chiesa era in cattive condizioni, con un unico altare, un'immagine di San Nicola e una teca contenente la manna di San Nicola.  Nel resoconto di una seconda visita del 1726 chiesa è inoltre descritta come avente una sola navata e un soffitto a tavole dipinte.  Precedentemente sede della Confraternita di San Nicolò dei Morti, nel 1810 la chiesa divenne sede dell'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento.


La facciata è dominata da un imponente portale cinquecentesco in pietra locale con, tracciata sull'architrave, la scritta "Memento mori" (simbolico ricordo dell'inevitabilità della morte).  Una lapide sulla parete a destra ricorda che l'altare della chiesa è dedicato ai defunti, mentre la lapide a sinistra ricorda la riconsacrazione della chiesa nel 1678.



Chiesa dell'Annunziata


Bellissima chiesetta dedicata all'Annunciazione.  Questa piccola cappella custodisce una statua lignea dell'Annunciazione del 1854 realizzata dallo scultore napoletano Verzella.  E sul soffitto un dipinto dell'Annunziata del 1700.



Chiesa di San Marco Evangelista


La chiesa risale al XIV secolo confermato dagl'importanti affreschi, scoperti di recente, l'impianto dell'edificio e la data del 1365 sulla campana custodita nella sacrestia, forse l'originaria campana della chiesa.  Al tempo della visita pastorale (1678) del Arcivescovo di Manfredonia, Cardinale Orsini (in seguito papa Benedetto XIII) la chiesa era extra-moenia.


Nella prima metà del 1700 agli altari della Madonna delle Grazie e di S. Marco, si era aggiunto un'altro dedicato a S.   Giorgio.  Attiguo alla chiesa è il Monastero Femminile della Visitazione che, autorizzato da Ferdinando II, rimase attivo solo per i primi decenni dell'Ottocento.



Chiesa di San Pietro


Da tempo immemorabile esisteva sul "Tabor" una cappella che divenne chiesa, quindi tempio, sormontato nel secolo XVIII, da una cupola, e dedicata all'Apostolo Pietro.    Da documenti medioevali risulta essere la chiesa di San Pietro in Vico già celebre ai tempi dei Normanni.  Nominata in un Breve di Papa Alessandro III del 1167 e negli atti di conferenza di Clemente III del 1197, la Chiesa fu trasformata, con terreno annesso, in cimitero extra-moenia dal canonico vichese D. Pietro Finis nell'anno 1792.  Fu il terzo cimitero d'Italia ad essere istituito fuori le mura di una città, dopo quelli di Pisa e Napoli, consentendo così di abbandonare l'uso di seppellire nelle chiese.  Andato in disuso il Cimitero, con il tempo, la chiesa e' caduta in rovina e fu semidiroccata da eventi meteorologici.


Recentemente (circa 1970), la chiesa e' stata rimessa in pristino con un vasto restauro reintegrativo che ha cercato di riprodurre la forma originaria e mantenere in essere quanto ancora esistente.  Sul colle ove sorge la Chiesa furono ritrovate, all'atto della costruzione del moderno Istituto di S. Pietro, importanti reperti di tombe antiche tra cui lo scheletro di un guerriero di notevoli proporzioni.



Chiesa di Santa Maria Pura


Amatissima dalla gente di Vico, tanti sono i racconti di fatti miracolosi avvenuti in questo posto.  La graziosa chiesa si trova appena fuori le mura sotto l'antico quartiere di Civita e fa da guardia ad un ruscello che dà origine al torrente Asciatizzi.  Questa è uno dei pochi corsi d'acqua perenni del Gargano che, avendo raccolto le acque delle numerose sorgenti lungo il percorso, sfocia a Molino di Mare in territorio di Rodi Garganico.


La chiesa risale al sei-settecento ed è impreziosita da decorazioni e statue realizzate con pietra tenera locale in stile barocco leccese.  Annesso alla chiesa si trova una fabbrica molto restaurata che, nel '700, fu ospedale tenuto dai "Fatebenefratelli" per il ricovero dei soldati ammalati.


Il nome della chiesa deriva dall'antica usanza di seppellirvi vergini e bambini, come attestato nel "Libro dei Defunti" conservato nella Chiesa Madre con voci risalenti al 1600.  Si ritiene localmente che la chiesa sorge su una struttura molto più antica; forse il Tempio di Calcante.  Comunque, non esistono documentati scavi o ricerche archeologici che possano comprovare la leggenda.



Chiesa di Santa Maria degli Angeli


Convento, noto tra il Popolo anche con il titolo del SS.    Crocifisso, sorse a circa un miglio dal centro abitato su un'amena collina intorno all'anno 1556, ad opera dell'Ordine dei Cappuccini, da poco fondato (breve di Clemente VII del 28/5/1526).  Sulla collina, il cui intorno fu sede di antichissimi insediamenti umani, forse persino neolitici, sorgeva una Cappella fin dal secolo X.  Non è possibile localizzare le strutture originali perche quasi sicuramente furono conglobate nelle murature del Convento e della Chiesa.


Con chiostro originario, del tipo frequente nei molti Conventi francescani del Gargano, alla Chiesa, originariamente ad una sola navata, ne fu aggiunta un'altra all'atto della ricostruzione seguita al crollo causato dal terremoto del 1646.  La ricostruzione avvenne a spese del feudatario del luogo, Caracciolo, con il concorso del popolo.  Molte opere d'arte nobili, specie oli su tela, sono conservate nella Chiesa.    Inoltre vi si trova, tra le altre statue lignee, un celebre Crocifisso pure in legno opera forse di intagliatore veneziano del XVII secolo.


Storia e leggenda si intrecciano intorno al convento esaltante anche dalla suggestione esercitata dalla maestosa quercia, plurisecolare, che giganteggia sul sagrato della Chiesa.    E' un raro esemplare dell'antica selva garganica che una volta copriva l'intero territorio.



Chiesa di San Martino


La chiesetta, costruita dentro le mura e dedicata ad un santo che ricordava di certo la terra di origine di qualche feudatario, è stata di recente restaurata.  Non è tuttavia ancora adeguata e aperta al culto.  Nel Rapporto di Valutazione del 1726 del feudo di Vico si legge: "consiste in una stanza coverta a tetto ... altare di fabbrica addetta al suddetto Santo".



Chiesa di Santa Maria di Canneto


La chiesa prende il nome dalla sua posizione dove si trova anche una delle tante sorgenti naturali del comune.  Circondato da agrumeti, l'edificio è sormontato da un campanile a vela con un'unica campana.  All'interno la chiesa è costituita da un unico ambiente con un piccolo altare sormontato da una statua di Santa Maria dell'Assunta a cui la chiesa è dedicata.  La chiesa viene aperta al culto il 15 agosto di ogni anno in occasione della festa di Santa Maria dell'Assunta; festa detta anche "mezz'agosto" o "ferragosto".



Chiesa di San Rocco del Vasto


Piccola chiesa campestre situata nella campagna tra Vico e la Foresta Umbra.  Semplicemente ornata da un altare e le stazioni della Via Crucis, la chiesa vanta anche un campanile a vela con due campane, la più antica delle quali suona il 16 agosto di ogni anno in onore della festa di San Rocco.



Chiesa di San Michele in Campagna


Situata sulla strada tra Vico e San Menaio, questa chiesetta campestre è citata per la prima volta in un documento del 1176.  Ricostruita nella forma attuale nell'Ottocento, custodisce una colorata statua lignea di San Michele Arcangelo, scultura ottocentesca del napoletano scuola.



Chiesa di Santa Maria delle Grazie


Conosciuta nel 1176 come Madonna delle Calenelle, questa minuscola chiesetta campestre sorge tra gli uliveti e i boschi in una valle che incontra il mare presso la Baia di Calenella.  Un campanile a vela con una singola campana (ora purtroppo scomparsa) che risuonava l'8 settembre di ogni anno in occasione della funzione annuale della benedizione delle olive per garantire un'abbondante raccolta.  Purtroppo, a causa del maltempo che ha reso impraticabile la strada di accesso, questo rituale annuale non ha avuto luogo dal 2013.


Nel 2021 Giovanni Canestrale, olivicoltore con terreni annessi, ha fatto una scoperta sorprendente durante lavori di riparazione che stava effettuando all'interno della chiesa.  Per pura fortuna, proprio nel giorno della festa di Nostra Signora delle Grazie, scoprì da sotto molti strati di intonaco sgretolato, dei bellissimi affreschi antichi.



Chiesa di San Francesco


Costruito nel 1882 allo scopo di preparare gli agrumi per la vendita e l'esportazione, l'edificio è stato convertito in chiesa nel 1979-1980 dai frati cappuccini.  Posta direttamente di fronte alla Torre dei Preposti, segna il confine tra la zona "storica" ​​di San Menaio e la zona di più recente sviluppo della località balneare.



Chiesa di Sant'Antonio


Elencata negli inventari ecclesiastici del XII e XIII sec., l'originaria cappella su cui sorge l'attuale chiesa, è indicata come "oratori S. Mennae" nella relazione della visita pastorale (1678) del Arcivescovo di Manfredonia, Cardinale Orsini (in seguito papa Benedetto XIII).


In posizione panoramica sopra la chiesa di San Francesco e con vista sulle spiagge di San Menaio, questa chiesa fu edificata agli inizi del 1600.  Di semplice facciata e interni tardo rinascimentali, custodisce un altare ligneo del XVII secolo.  Un tempo cappella privata, è stata convertita solo di recente allo stato di chiesa a pieno titolo.



Chiesa di Santa Maria della Difesa Stella di Mare


Completata nel 1904, questa piccola chiesa sorge a picco sul mare e sulle sabbie di San Menaio ai margini della Pineta Marzini, un'antica area boschiva con numerosi pini d'Aleppo secolari.



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